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Punta Capo Faro

Si pensa che dove c’è sabbia non ci sia mai nulla da vedere, in realtà non è così. La sabbia, oltre essere habitat di innumerevoli forme di vita, è come un tappeto che può celare anche i resti di grandi civiltà vissute miglia di anni fa. L’immersione comincia da un fondale sabbioso di 25 metri piuttosto uniforme e si sviluppa su una superficie che può essere molto vasta e senza significativi riferimenti tranne  un enorme vallone, unico orientamento oltre il sole, che termina a 62 metri (non visitabili)con una cigliata netta che scende verticale nell’abisso. Seguendo il pianoro e la cresta della duna di sabbia, soprattutto dopo burrascate di mare, vi è la possibilità di imbattersi in cocci di terracotta di probabile età bizantina,spesso abitati da polpi. Il manto sabbioso è inoltre terreno di caccia di molteplici varietà di fauna, come rane pescatrici anche di notevoli dimensioni, mimetizzati nella sabbia o torpedini che, se infastidite, avvertono con lievi scariche elettriche. Meravigliose le specie rare di nudibranchi visibili in questo luogo..Immergersi in questo punto non è solo uno stimolo alla ricerca ma anche una collaborazione informativa con la sopraintendenza del mare con la quale il Diving collabora attivamente.

Prof min :20m
Prof max: 42  
Grado di difficoltà: media


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